Lupo Canis Lupus
Canis lupus: Lupo grigio, semplicemente Lupo
Mammifero placentato appartenente alla famiglia dei Canidi.

Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Superphylum: Deuterostomia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Sottoclasse: Eutheria
Ordine: Carnivora
Famiglia: Canidae
Sottofamiglia: Caninae
Tribù: Canini
Genere: Canis
Specie: Canis lupus Linnaeus, 1758

Ha arti lunghi, zampe larghe e un'ottima capacità di resistenza. L'olfatto è il senso più sviluppato del lupo, esso è infatti 100 volte più sensibile di quello dell'uomo. Le dimensioni del lupo variano notevolmente a seconda della sottospecie, e tendono ad aumentare proporzionalmente alla latitudine in accordo con la regola di Bergmann. Generalmente l'altezza al garrese varia tra 0.6 e 0.95 metri, mentre il peso oscilla tra i 32 e i 64 chilogrammi rendendo il lupo il più grande fra tutti i canidi selvatici[1], anche se - raramente - sono stati identificati, in Alaska e Canada, alcuni esemplari dal peso superiore ai 77 kg. Un esemplare selvatico, ucciso nel 1939 in Alaska, raggiungeva il peso record di 80 kg. La forma della testa del lupo rispecchia l'ossatura più massiccia e robusta in confronto a quella di un cane. La fronte è ampia, le mandibole particolarmente robuste, gli occhi sono chiari e dal taglio leggermente obliquo. La mascherina facciale di un lupo adulto si estende intorno alle labbra inferiori e superiori ed è di colore bianco-crema, mentre negli individui giovani può essere incompleta oppure scura in prossimità del muso. Le orecchie hanno generalmente un'attaccatura più laterale e sono più lunghe e larghe. Solitamente non le porta mai flosce e calate lungo i lati della testa, bensì le tiene in posizione eretta lungo il profilo della testa. Il pelo ha sempre una colorazione varia che comprende colori dal marrone antracite al marrone chiaro; ma anche nero, beige, bianco o fulvo. Sul dorso la colorazione è beige con punte nere, sulla parte superiore delle zampe anteriori vi è spesso una vistosa striscia nera e infine il torace è quasi sempre marrone chiaro. Molto vorace,appartiene all' ordine dei carnivori ed è classificato nel genere dei superpredatori. La funzione di ogni lupo, sia nel gruppo che nell'attività di caccia è organizzata all'interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica. Si pensava che l'origine di questa complessa organizzazione sociale fosse strettamente connessa con la necessità di avere più probabilità di successo nella caccia delle prede, tuttavia, anche se ciò può essere vero in alcuni casi, stanno emergendo altre teorie, secondo le quali, l'origine del branco andrebbe ricercata di più nel contesto della necessità di avere più successo durante la riproduzione. Il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il "capo") possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue.
Anche se la maggior parte delle coppie alfa è monogama, ci possono essere alcune eccezioni: un individuo alfa può preferire l'accoppiamento con un lupo di importanza minore nella scala sociale, in particolare se possiede legami di parentela molto vicini con l'altro alfa (fratello o sorella, ad esempio). Si è osservato che se un esemplare Alfa muore, il compagno o la compagna spesso non forma una nuova coppia con un altro soggetto, ma rimane da solo a guidare il branco. Tuttavia a volte può succedere che il lupo o la lupa vedova prendano un nuovo compagno. Solitamente, solo la coppia alfa è in grado di crescere una cucciolata (gli altri lupi del branco possono allevare, ma, di solito, non possiedono le risorse necessarie a portare i cuccioli alla maturità). Tutti i lupi del branco assistono la crescita dei cuccioli. I piccoli, quando diventano adulti, possono scegliere se rimanere all'interno del branco e aiutare ad allevare i nuovi nati, opzione, di solito scelta da alcune femmine, oppure, disperdersi, scelta presa in considerazione più che altro dai maschi. La grandezza del branco può cambiare con il passare del tempo secondo alcuni fattori, come l'habitat, la personalità individuale dei lupi, o la quantità di cibo disponibile. I branchi possono contenere dai 2 ai 20 lupi, sebbene un branco medio contenga circa 6 o 7 lupi. Un nuovo branco si forma quando un esemplare abbandona il suo branco di nascita e rivendica un suo territorio. I lupi solitari possono viaggiare in cerca di altri individui anche per distanze molto lunghe. Gli individui che si disperdono devono evitare i territori di altri lupi perché gli intrusi su territori già occupati vengono cacciati via o uccisi. La gerarchia (guidata dalla coppia alfa) influisce su tutte le attività del branco. Nei branchi più grandi, si possono trovare, oltre a quella principale, altre due gerarchie separate: la prima viene esercitata sui maschi del branco ed è guidata dal maschio alfa, l'altra sulle femmine del branco, ed è governata dalla femmina alfa. In questo caso, il maschio alfa sarà il componente più importante della coppia alfa, sebbene, in alcuni casi, sono state osservate situazioni in cui la femmina alfa abbia preso il controllo dell'intero branco. Le gerarchie del maschio e della femmina sono interdipendenti, e sono costantemente mantenute da complesse e aggressive manifestazioni di predominio e di sottomissione. Oltre alla coppia alfa, si possono trovare, specialmente nei branchi molto grandi, un lupo o dei lupi beta, un "secondo in comando" rispetto agli alfa. Normalmente, i beta assumono un ruolo più importante nel gruppo aiutando l'allevamento dei nuovi nati, spesso sostituendo i genitori quando la coppia alfa è via. La perdita di grado può essere immediata o graduale. Un lupo più vecchio può semplicemente scegliere di lasciare il proprio posto quando gli si presenta un pretendente motivato, evitando spargimenti di sangue o lotte. Dall'altro lato, però, l'individuo sfidato può scegliere la lotta, che può avere diversi gradi di intensità. Mentre la maggior parte delle aggressioni dei lupi è più che altro ritualizzata, e non prevede danni fisici, uno scontro in cui la posta in gioco è cosi importante può facilmente risultare in ferite o danni per uno dei due o anche per entrambi. Colui che esce sconfitto da uno scontro del genere viene molto spesso cacciato via dal branco, o addirittura, seppur molto raramente, viene ucciso dagli altri membri del branco come atto di ribellione. Questo tipo di scontro si verifica principalmente durante la stagione degli accoppiamenti. L'ordine gerarchico all'interno del branco è stabilito e mantenuto attraverso una serie di posizioni e di incontri rituali. I lupi preferiscono opporre un'ostilità psicologica anziché fisica, ciò significa che uno stato molto alto nella scala sociale è basato molto più sulla personalità o sull'atteggiamento, che sulla taglia dell'individuo o sulla sua forza fisica. Il grado sociale, chi lo ritiene, e quanto è elevato nella gerarchia varia molto tra branchi e individui. In branchi molto grandi, o in un gruppo di giovani lupi, il grado sociale può mutare costantemente, oppure essere circolare (esempio, lupo A ha il predominio su lupo B, che a sua volta ha predominio su quello C, che ha il controllo su A). In un branco normale, comunque, solo un lupo assume il ruolo di omega (vale a dire il più basso ruolo nella scala sociale del branco). Questi individui subiscono il maggior numero di aggressioni dal resto del branco , e possono essere soggetti a varie forme di crudeltà (a partire dal costante predominio dagli altri membri del branco fino a continue molestie, anche fisiche). Sebbene, dopo un'affrettata analisi, questa disposizione possa sembrare discutibile, la natura dinamica del branco esige che un lupo sia al gradino più basso della scala sociale. Infatti, tali individui sono forse più felici, pur sopportando continue dimostrazioni di forza e di sottomissione, che vivendo da soli. Per i lupi, il cameratismo, non importa in quale forma, è preferibile alla solitudine, e, invero, i lupi sottomessi tendono a scegliere un basso grado nella gerarchia piuttosto che rischiare di morire di fame. Nonostante ciò spesso gli omega osano sfidare la coppia alfa e se questi vengono sconfitti vengono cacciati dal branco. Questi potranno tornare nel branco originario o entrare in un nuovo in una sola maniera: sfidare e sconfiggere una coppia alfa subentrando a essi. I branchi di lupi cacciano in maniera cooperativa qualunque grande erbivoro si trovi nel loro territorio, mentre gli esemplari solitari si limitano alla caccia di prede piccole perché incapaci d'attaccare animali di grandi dimensioni. Le tecniche di caccia del branco vanno dall'attacco a sorpresa alle cacce a lungo termine. Attraverso una meticolosa cooperazione, un branco di lupi è capace di inseguire una grande preda per alcune ore prima di arrendersi, sebbene il tasso di successo di questo tipo di caccia sia molto basso. I lupi solitari, invece, dipendono dalle piccole prede: i lupi le catturano lanciandosi addosso a quest'ultime e bloccandole al terreno con le zampe anteriori, una tecnica condivisa da quasi tutti i canidi come volpi e coyote. Spesso prede dei lupi sono alci, caribù, cervi e altri grandi ungulati. I lupi cacciano anche roditori e piccoli animali, seppure in maniera limitata, poiché un lupo medio necessita per sopravvivere, dai 1,3 ai 4,5 kg di carne al giorno. Ciò non significa che i lupi abbiano la possibilità di mangiare ogni giorno: i lupi di rado mangiano quotidianamente, così, quando ne hanno la possibilità, arrivano ad ingurgitare anche 9 kg di carne. Quando cacciano prede molto grandi, i lupi attaccano da tutte le direzioni, puntando specialmente al collo ed alle parti laterali dell'animale. Normalmente, le prede sono animali troppo anziani, feriti, o troppo giovani; tuttavia, anche animali sani possono occasionalmente soccombere. Un tempo il lupo era il predatore più diffuso sulla terra. Capace di sopportare temperature estreme e piuttosto abile nel cacciare prede di varie dimensioni: dall'alce al topo. Il lupo può sopravvivere ovunque le sue prede siano sufficientemente numerose; evita solo le giungle tropicali ed i deserti. Oggi è diffuso soprattutto nelle regioni più remote dell'emisfero boreale. Un lupo ha mediamente un territorio di caccia di 100 km. Per trovare cibo a sufficienza in un territorio inospitale o deserto, un branco può arrivare ad occupare un territorio di 2500 km. Un tempo era diffuso in tutto l'emisfero boreale a nord del 15 parallelo. Ora è drasticamente ridotto di numero negli Stati Uniti e in Europa.
Negli Stati Uniti il lupo è sopravvissuto soltanto in Minnesota e Alaska (dove però si può cacciare dall'1 ottobre al 30 aprile).Il lupo è tutelato dalle leggi degli Stati Uniti in tutto il territorio (esclusa ovviamente l'Alaska). È probabile che gli antenati dei carnivori attuali, di cui fa parte il lupo, appartenessero al gruppo dei Creodonti, un gruppo di Mammiferi carnivori sviluppatosi durante il Cretaceo superiore ed estintosi nel Miocene (da 26 a 5,2 milioni d'anni fa); tale gruppo si diffuse in tutto il mondo tranne che in America meridionale e Australia.

I Creodonti presentavano una morfologia simile a quella degli attuali carnivori, ma possedevano teste più grosse e cervelli più piccoli in relazione alla grandezza del corpo. Il genere più diffuso di Creodonti era Hyaenodon che si sviluppò durante l'Eocene e visse fino al Miocene superiore occupando la terra oltre trenta milioni d'anni fa. I veri Carnivori, anch'essi comparsi nell'Eocene, erano dapprima piuttosto piccoli. Una famiglia di tale gruppo era composta dai Miacidi. Il genere Miacis viveva nell'America settentrionale 40 milioni d'anni fa; visse nell'Eocene (da 54 a 37 milioni d'anni fa) e si suppone che tali animali fossero di abitudini prevalentemente arboricole, ma che possedessero già zampe allungate ed i caratteristici denti ferini. Alcuni milioni d'anni fa, dopo il differenziamento degli Ursidi e Procionidi, compaiono dal ramo comune (20-25 milioni d'anni fa) in successione abbastanza rapida, il Cynodictis, il Cynodesmus, il Tomarctus (del quale restano solo alcuni crani e denti e le cui zampe, secondo i paleontologi, erano molto simili a quelle del lupo attuale, dei cani e delle volpi), il Canis donnezani, risalente a circa tre milioni d'anni fa e vivente in Europa occidentale. Un particolare ramo evolutivo era costituito dall'Hesperocyon, simile alla genetta, con lunga coda e arti digitigradi, in grado d'arrampicarsi sugli alberi. Quest'ultimo era forse il più veloce tra i Canidi. La sua dieta si basava su insetti, frutta e piccoli Mammiferi. Viveva nell'America settentrionale. Il Canis donnezani e il Tomarctus erano, tra tutti gli animali citati, quelli geneticamente più vicini all'odierna famiglia dei Canidi.

Verso la fine dell'Eocene e durante i successivi periodi dell'Oligocene e Miocene (da 38 a 5,2 milioni d'anni fa) questi primi carnivori prosperarono adattandosi ai mutamenti climatici, vegetazionali ed alla disponibilità di prede. Tra il Miocene ed il Pliocene le estese praterie eurasiatiche rappresentarono l'habitat favorevole per la differenziazione e la diffusione degli Ungulati e quindi di nuove modalità di sopravvivenza legate alla caccia da parte dei primi Mammiferi carnivori. Durante l'Oligocene (34 milioni d'anni fa), a partire dall'Hesperocyon, si originarono delle linee evolutive che nella maggioranza dei casi s'estinsero, tuttavia riuscì ad adattarsi e ad affermarsi il ramo che, passando per il Leptocyon, condusse ai Canidi moderni. Risale al Pleistocene (2 milioni d'anni fa ) una delle prime creature con sembianze simili al lupo: era il Canis dirus. Lungo 1,5 metri circa e pesante 50 kg, il Canis dirus, più grande rispetto al lupo attuale, aveva una testa più grande, zampe più robuste, denti più massicci (Mech, 1970).

Distribuzione delle principali sottospecie di lupo

La specie lupo è suddivisa in 13 sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali:

Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.

Lupo grigio: La famiglia dei canidi, a cui il lupo appartiene, comprende specie come il coyote, lo sciacallo, la volpe e il cane, che si sono differenziate a partire dal periodo eocenico, fra i 54 e i 37 milioni di anni fa. Il lupo grigio, qui fotografato, è diffuso in tutta la fascia settentrionale dell'Europa, dell'Asia e del Nord America; vive in diversi tipi di habitat tra cui montagne, pianure, deserti, foreste, taiga e tundra.

Lupo italiano (Canis lupus italicus), presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato "specie particolarmente protetta".

Lupo della tundra d'Eurasia (Canis lupus albus), presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.

Lupo dei boschi o lupo del Canada (Canis lupus lycaon), presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.

Lupo del Nebraska (Canis lupus nubilus), presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.

Lupo del Messico (Canis lupus baileyi), presente in Messico e in parte del Texas e dell'Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, attualmente la popolazione allo stato selvaggio è di 35-50 individui.

Lupo bianco (Canis lupus arctos), presente in Groenlandia e in Canada, dal tipico manto bianco o crema.

Canis lupus arabs, con popolazione in declino, presente in Arabia Saudita, Yemen e Oman.

Canis lupus cubanensis, con popolazione in declino, presente tra il Mar Caspio e il Mar Nero.

Canis lupus lupaster, piccola sottospecie dell'Africa settentrionale.

Canis lupus hattai , estinto dal 1889 nell'isola giapponese di Hokkaido.

Canis lupus hodophilax, estinto dal 1905 nelle isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu
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Canis lupus pallipes, presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India.

Canis lupus occidentalis, presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone, è la sottospecie più grande.

Canis lupus communis, presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.