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Erinaceus europaeus: Riccio Comune
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Riccio comune o Riccio europeo (Rinaceus europaeus): Mammifero della famiglia Erinaceidae.
Si confonde con l'istrice (porcospino). Presenta caratteristiche morfologiche che lo collegano ai mammiferi esistenti sulla Terra al termine del Cretaceo
Per la forma dei denti e per la conformazione del cervello. Nel tempo, ha evoluto il suo rivestimento di aculei.
Il riccio comune è diffuso in gran parte d'Europa. In Italia occupano con tre sottospecie gran parte del territorio nazionale, comprese Sicilia e Sardegna,
dove risultano geneticamente ben differenziate da quelle continentali.
Raggiunge la lunghezza fino a 25–27 cm, con il peso di circa 1 kg. La coda raggiunge una lunghezza di circa 2,5 cm. Il riccio presenta il cranio allungato con un piccolo cervello che ha la funzione predominante alla decodificazione dei segnali olfattivi con il suo naso grande, scuro e molto mobile; Anche il senso tattile è ben sviluppato, mentre la vista è scarsa: vedono fino a 30 mt durante il giorno e a 12 mt di notte. Ha orecchie piccole, parzialmente nascoste dal pelo, che percepiscono alte frequenze, inclusi gli ultrasuoni, che lo aiutano nella ricerca del cibo. Presentano ossa mascellari robuste con 36 denti, di cui due incisivi modificati lunghi e frontali (sembrano canini). Il corpo del riccio comune è tozzo e a forma di pera: Muso lungo, appuntito e leggermente rivolto all'insù; Collo corto e il quarto posteriore arrotondato. Zampe corte e robuste, mentre i piedi sono allungati e presentano cinque dita con unghie appuntite: Le zampe posteriori lasciano impronte molto diverse di quelle anteriori. Possiede fino a 6000 aculei, peli modificati lunghi circa 2 cm, appuntiti e cavi con un muscolo interno che consente l'erezione quando l'animale è in stato di allerta; Inoltre cambiano colore con il mutare delle stagioni: marroncino scuro durante l'autunno e l'inverno, mentre in primavera ed estate si presentano più chiari. Le aree di pelle nuda (cerchi perioculari, orecchie, zampe e naso) sono di colore nero. Il pelo è ispido e varia dal grigiastro al beige; nella zona della fronte, dei fianchi e del dorso. Sull'isola di Alderney vivono dei ricci detti "biondi" per una mutazione recessiva che porta alla nascita di esemplari dal pelo uniformemente color crema, occhi neri e, sembrano essere meno soggetti agli attacchi delle pulci. Nonostante il suo aspetto goffo e il movimento generalmente lento, il riccio è in grado di correre velocemente ed è un ottimo nuotatore. Di giorno riposa nascosto nella sua tana; Si muove alla ricerca di cibo con il buio, per adattamento allo stile di vita delle sue prede, che sono più abbondanti di notte. Il riccio è un animale onnivoro. Si ciba di invertebrati di vario tipo, tra cui insetti, lumache, lombrichi, ragni, scorpioni, uova, rettili e anfibi. È considerato un cacciatore spietato di topi, uccide gli adulti per cibarsi dei piccoli. In caso di necessità, mangiano, senza problemi, anche ghiande, bacche e frutta e, in casi estremi, anche foglie. È importante sapere che, perchè non digeriscono il lattosio, il latte vaccino, per i ricci, è velenoso. Nel periodo di primavera ed estate il riccio raccoglie una buona quantità di muschio e foglie secche da utilizzare come giaciglio nei mesi invernali (da ottobre ad aprile), quando va in letargo. L'aspettativa di vita media in natura è di circa 2 anni; Alcuni esemplari possono raggiungere fino a 8 anni e in cattività, possono vivere fino a 10 anni. La gestazione del riccio comune può durare da 30 a 50 giorni, Il parto avviene generalmente tra maggio e ottobre con un numero di piccoli che varia da 1 a 9. Dopo un mese e mezzo, i piccoli iniziano a somigliare completamente agli adulti. Nell'antica Roma, il riccio veniva allevato per la sua carne; inoltre, il pelo aculeato del dorso era utilizzato per cardare la lana e come componente dei frustini per spronare i cavalli e svezzare i vitelli. Attualmente, il riccio è una specie protetta dalle leggi italiane; pertanto, non è consentito né cacciarlo né tenerlo in cattività. |
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Linneo
1758 Prossimo alla minaccia
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